lunedì 30 novembre 2009

Dalla terra nasce l'acqua, dall'acqua nasce l'anima...
È fiume, è mare, è lago, stagno, ghiaccio e quant'altro...
è dolce, salata, salmastra,
è luogo presso cui ci si ferma e su cui ci si viaggia
è piacere e paura, nemica ed amica
è confine ed infinito
è cambiamento e immutabilità ricordo ed oblio.
Eraclito
...E l'acqua passa e gira
e colora e poi stinge,
cos'è che mi respinge e m'attira;
acqua come sudore,
acqua fetida e chiara,
amara senza gusto né colore.
Ma l'acqua gira e passa...
E mormora e urla, sussurra, ti parla e ti schianta,
evapora in nuvole cupe rigonfie di nero diventa di terra,
di vento, di sangue e pensiero.
Ma a volte vorresti mangiarla sentirci dentro,
un sasso che l'apre, che affonda e sparisce e non sente,
vorresti scavarla, afferrarla, lo senti che è il centro

di questo ingranaggio continuo, confuso e vivente.
Acque del mondo intorno
di pozzanghere e pianto
di me che canto al limite del giorno,
fra il buio e la paura
del tempo e del destino
freddo assassino della notte scura
Ma l'acqua gira e passa...


Francesco Guccini

domenica 4 ottobre 2009

Pensiero

Pensiero, io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce.
Pensiero, dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?

Sei così ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e così possa perderti
nell'antro della follia.

(Alda Merini)


Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.
(Alda Merini)

domenica 27 settembre 2009

Cum-panis



Cum-panis-> Con- pane.. ->Compagni...

Compagno..colui con cui condividiamo lo stesso pane
partecipe dello stesso vitto!

domenica 6 settembre 2009

la prospettiva del ragno


" Vedeva il mondo secondo una prospettiva orizzontale, non più verticale come le pareva di ricordare quella dell'uomo, piantato su due trampoli e procedente ad angolo retto con la terra. A questa nuova visione contribuiva certo la posizione del suo corpo prono in avanti, disteso sulle sue basi pressappoco come il soldato negli esercizi dell'«ordine sparso», ma anche la strana disposizione degli occhi, otto come le zampe e messi a semicerchio intorno al capo, tanto che - cosa sconosciuta agli uomini - una buona parte della pianura circostante le appariva simultaneamente accrescendo la sua illusione di spazio e di libertà. Degli occhi, poi, due erano come appannati, un po' miopi di giorno, ma pure in questo Clizia vide una ragione che tendeva a darle una libertà anche maggiore: e infatti, appena scesa la sera, furono essi a entrare in azione, a illuminarle le tenebre, a renderle più facile il lavoro della tela."
(Eugenio Montale - Clizia a Foggia)

sabato 29 agosto 2009

lunedì 17 agosto 2009

Mimetizziamoci o corazziamoci?


L’insetto che si mimetizza sul ramo per farsi dimenticare nell’immobilità vegetale è l’immagine dell’uomo che si rintana nel conformismo per non dover rendere conto di sé, oppure si abbandona alle idee comuni per non affrontare gli uomini e i fatti.

(scriveva il filosofo Emmanuel Mounier)

oppure dobbiamo munirci di una gran bella corazza per affrontare il tutto??beh ...guardiamoci nelle palle degli occhi!!!
magari è possibile trovare una risposta...

venerdì 17 luglio 2009

vi saluto anche qui con lo stesso post che è di la..



per ascoltare il video..fermare la musica di Dominic Miller in sottofondo nella colonna a destra....


E' tempo di saluti...torno per un po "a Lu Paisiello...d'0rigine" ..:))))))))))))))))

......e vi abbraccio tutti ...


avete capito tutto del testo della canzone vero?? :)))))

Tue ses Pandela, Pandela, Pandela

Ps...fra i video proposti su youtube c'è un pezzo di Marino De Rosas dal titolo Balziga...secondo me merita...!!
PANDELA

Si ses
In custa PANDELA
Chi fizada,s'assimizada
A custos populos
Che benint dae logos caentes

Chi est
Chi este custa zente
Chizas nieddas che in fora isettana
E tot'a sola sunt praghende

Unu ballu, unu sonu, una limba
Chi amus a faeddare
E amus a cantare tott'a nou
Pro pandelas ogros de pitzinna
Chi amus azudare
E creschere in su mundu nou
Unu ballu unu sonu una limba
Chi amus a piantare custu mundutott'a nou
Cantende jela jela la la
Riende jela jela la la

Si tue
Si tue l'asa in mente
Isparghela contipizala,
Fache chi leede sos balos e sos bentos
Tue ses pandela, pandela, pandela
Si tue no l'intendes
Su coro narada e ti preguntada
Costois sa cara e fues ma da 'e ite

Unu ballu, unu sonu, una limba
Chi amus a faeddare
E amus a cantare tott'a nou
Pro pandelas ogros de pitzinna
Chi amus azudare
E creschere in su mundu nou
Cantende jela jela la la
Riende jela jela la la

Tue ses Pandela, Pandela, Pandela

OVVERO...

BANDIERA

Se appartieni
A questa bandiera
Che figlia s' assomiglia
A questi popoli
Che vengono da posti infuocati

Chi è, chi è questa gente
Facce scure che ci aspettano fuori
piangono da soli

Un ballo, un suono ed una lingua
Che parleremo
E canteremo da capo
Per bandiera
occhi di bambina
Che aiuteremo a crescere
in un mondo nuovo
Un ballo
un suono
una lingua

Per dipingere
questo mondo
di nuovo
Cantando jela jela la la
Ridendo jela jela la la
Se tu
Ci tieni veramente
Spargila, abbine cura
Lascia che sventoli nel vento

Tu sei bandiera, bandiera, bandiera

Se tu non lo capisci
Il cuore ti dice, ti interroga
Tu nascondi il viso e scappi, ma da cosa?

Un ballo, un suono ed una lingua
Che parleremo
E canteremo da capo
Per bandiera
occhi di bambina
Che aiuteremo
A crescere
in un mondo nuovo

Cantando jela jela la la
Ridendo jela jela la la

Tu sei bandiera, bandiera, bandiera

Ps. un po di campanilismo non guasta, sono stata assunta dalla Pro loco :)))))))))))

http://www.youtube.com/watch?v=Fm7q9LCIyRM

http://www.deezer.com/it#music/result/all/marino%20de%20rosas

domenica 12 luglio 2009

tu soffri della ragione.....


(...) Tu sei consunto, povero amico mio, da una febbre incessante, da una sete di oceani incolmabili e senza confini, da una fame di universi e da una nostalgia d’eternità. Tu soffri della ragione. E non sai quel che vuoi. Ma adesso, adesso tu vuoi andare al sepolcro del Cavaliere della Follia e là scioglierti in lacrime, consumarti di febbre, morire di sete d’oceani, di fame d’universi, di nostalgia d’eternità.
(Miguel De Unamuno - Vita di Don Chisciotte e Sancio - il sepolcro di Don Chisciotte)

domenica 5 luglio 2009

“Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni.” (W.Shakespeare)

Noi siamo figli dell'Universo, siamo parte dell'Universo,


siamo il risultato dell'evoluzione dell'Universo,
perchè la materia di cui siamo fatti,


tutti gli elementi, il calcio, il magnesio, il silicio,
che formano il nostro corpo, sono stati costruiti nell'interno di grandi stelle,
molto più grosse del sole,

che arrivano alla fine della loro vita con un immane esplosione,
nel corso della quale si hanno una grande serie di reazioni nucleari, che danno luogo alla formazione di tutti gli elementi che conosciamo sulla terra, dall' elio, dall'idrogeno fino all'uranio, e nell'esplosione, questi elementi vengono sparpagliati nel mezzo interstellare,

e vanno ad arricchire le nubi di gas, da cui poi si formeranno altre stelle, altri pianeti e forse anche altre forme di vita, come è molto probabile, quindi noi siamo veramente figli dell'Universo, figli delle stelle, risultato dell'evoluzione dell'Universo, ma in grado di osservare l'Universo...di capire l'Universo.
(Margherita Hack - Astrofisica e divulgatrice scientifica)

“Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni.”
(W.Shakespeare)








venerdì 3 luglio 2009

Luci e ombre...

La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.

La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.

E' la nostra luce
non la nostra ombra,
a spaventarci di più.


Ci domandiamo:

"Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?"

In realtà chi sei tu per NON esserlo?

...
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
...
Non solo in alcuni di noi:
è IN OGNUNO DI NOI.

E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.

E quando ci liberiamo delle nostre paure,

la nostra presenza,

automaticamente libera gli altri.

Nelson Mandela

venerdì 26 giugno 2009

centro, baricentro e dintorni.. in assenza di gravità...



...“La mia mente si addentra nel territorio dei sogni senza che me ne accorga. Sono sempre cosi silenziosi, quando ritornano (...)

...E dopo, non voglio mai più essere coinvolto nei progetti di qualcun altro, ma vivere secondo la mia volontà. Questo è ciò che desidero...






...Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra col dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. E' qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l'altro. Non troverai sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. Soltanto una sabbia bianca, finissima, come fatta di ossa polverizzate, che danza in alto nel cielo. Devi immaginare questa tempesta di sabbia. (...)

(...)Ciò che è fuori di te è una proiezione di ciò che è dentro di te, e ciò che è dentro di te è una proiezione del mondo esterno. Perciò spesso, quando ti addentri nel labirinto che sta fuori di te, finisci col penetrare anche nel tuo labirinto interiore. E in molti casi è un'esperienza pericolosa. (...)

(kafka sulla spiaggia di Murakami Haruki)

mercoledì 10 giugno 2009

Velo di seta


..bisogna cercare di capire, lavorando di fantasia,
e dimenticare quel che si sa in modo che l'immaginazione
possa vagabondare libera, correndo lontana dentro le cose

fino a vedere come
l'anima non è sempre un diamante ma alle volte velo di seta,
immagina un velo di seta trasparente, qualunque cosa potrebbe stracciarlo,
anche uno sguardo..


(Alessandro Baricco - Oceano Mare)

lunedì 1 giugno 2009

Acquerelli (o meglio foto di Bocca di Leone nell'acqua)

Come l'ultimo verde d'acquarelli
son queste foglie,
(..)

qua e là riflesso come di lacrime intriso,
quasi lo volessero di nuovo smarrire,
e come vecchie lettere color fiordaliso
han giallo e viola e grigio nel colore;

una tinta come di veste di bimbo sbiadita,
un'aria di cosa smessa, che non può più servire:
come breve s'avverte un'esile vita!

Ma ecco l'azzurro pare rinnovarsi
in uno dei corimbi, e puoi vedere
un celeste toccante del verde rallegrarsi.

(Ranier Maria Rilke, Ortensia Azzurra)

beh! non è un ortensia..ma una Bocca di leone!




lunedì 25 maggio 2009

in primavera...



In primavera (...) abitata dagli dei e gli dei parlano nel sole e nell'odore degli assenzi, nel mare corazzato d'argento, nel cielo d'un blu crudo, fra le rovine coperte di fiori e nelle grosse bolle di luce, fra i mucchi di pietre. In certe ore la campagna è nera di sole. Gli occhi tentano invano di cogliere qualcosa che non sian le gocce di luce e di colore che tremano sulle ciglia
(Albert Camus)

domenica 17 maggio 2009

mercoledì 8 aprile 2009

Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo non è che un sogno dentro un sogno? (Edgar Allan Poe)

UN SOGNO DENTRO UN SOGNO

Questo mio bacio accogli sulla fronte!
E, da te ora separandomi,
lascia che io ti dica
che non sbagli se pensi
che furono un sogno i miei giorni;
e, tuttavia, se la speranza volò via
in una notte o in un giorno,
in una visione o in nient'altro,
è forse per questo meno svanita?
Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno.

Sto nel fragore
di un lido tormentato dalla risacca,
stringo in una mano
granelli di sabbia dorata.
Soltanto pochi! E pur come scivolano via,
per le mie dita, e ricadono sul mare!
Ed io piango - io piango!
O Dio! Non potro' trattenerli con una stretta piu' salda?
O Dio! Mai potrò salvarne
almeno uno, dall'onda spietata?
Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno?

(Edgar Allan Poe)


domenica 22 marzo 2009

Carpe diem

L'urlo?

Il sapere che l’impenetrabile esiste realmente e si manifesta a noi come la più alta saggezza e la bellezza più splendida, che le nostre facoltà limitate riescono a comprendere solo nelle loro forme più primitive – questa coscienza, questo sentimento, è al cuore di ogni autentica religiosità. In questo senso, e solo in questo senso, io appartengo alla categorie degli uomini devotamente religiosi.

(Albert Einstein)


Il sentimento religioso provocato dalla comprensione delle profonde interrelazioni della realtà è un qualcosa di diverso da quello che di solito viene definito con il termine religioso. È più propriamente un sentimento di venerazione per il disegno che si manifesta nell’universo materiale. Non ci porta ad immaginare un essere divino a nostra immagine e somiglianza, che ci fa domande e che si interessa a noi come individui.Non esiste né volontà, né dovere ma solo essere assoluto. (Albert Einstein)